Il caratteristico gendarme della Val de le Barache

Gracchi e baracche: Cristallino di Misurina, 2775 m

27/09/2016

Le giornate di caldo sono agli sgoccioli, e presto sarò costretto a migrare verso monti più modesti spinto dalla neve incalzante. Le cime imbiancate delle Marmarole suggeriscono di posporre alla prossima estate ogni velleità di scalare un 3000 e anche la salita al Cristallino, che rimando da qualche tempo, sembra poco raccomandabile. Arriva però il resoconto di un altro escursionista a dissipare i miei dubbi: è stato in cima pochi giorni prima e non ha trovato neve sulla normale. Ora o mai più.

Chiamo il mio coinquilino Tommy B. e gli propongo la meta, che accetta con entusiasmo. Pur non essendo digiuno di montagna ha poca esperienza di arrampicata, e le modestissime difficoltà alpinistiche da affrontare per raggiungere la vetta del “fratellino” del Cristallo mi sembrano un buon inizio. Per me questa è una normale un po’ insolita: diversamente dai monti più solitari che prediligo, il Cristallino è profondamente segnato dall’ azione umana, essendo stato teatro di aspri combattimenti durante il primo conflitto mondiale. Qua e là spuntano resti di fortificazioni e residuati bellici, e buona parte della salita si svolge per tracce ripide ma visibilmente addomesticate dalla mano umana.

Non è una montagna particolarmente divertente per chi come me apprezza l’ occasionale passaggio su roccia, ma i panorami grandiosi – sia durante la salita che ancora di più dalla cima –  tengono vivo l’ interesse e la rendono estremamente remunerativa.

Partiamo in orario piuttosto comodo lasciando la macchina a Malga Misurina, appena sopra l’ omonimo paese, e imbocchiamo il sentiero 224 diretto alla volta della Val Popena Alta. Presto ci troviamo a un bivio: la traccia principale continua avanti, diretta verso un agevole intaglio di cresta tra il Monte Popena e le Pale di Misurina, mentre l’ alternativa si inerpica per ghiaioni fino a Forcella Popena e ai resti dell’ omonimo rifugio, sbucando in Val Popena Alta poco più a ovest e riprendendo il nostro sentiero. Una rapida occhiata alla cartina ci porta a intuire la presenza di un ripido ghiaione lungo questa variante, decidiamo quindi saggiamente di lasciare questa opzione per il ritorno e continuiamo verso la forcella delle Pale, che raggiungiamo con poco sforzo ulteriore.

Val Popena Alta
Val Popena Alta

Ci fermiamo a riprendere le forze e a controllare il percorso, ed è già un tripudio di cime: il Piz Popena, l’ Ago Loeschner e il Campanile di Popena Alta svettano alti sopra il versante opposto dell’ ameno vallone che si stende ai nostri piedi, dominato dalla testata dalla poderosa torre di Babele del Campanile di Popena. Il Cristallino è occultato da nuvole basse; mentre attendiamo che si mostri assaporiamo la visuale verso le Tre Cime, il Monte Piana e i Cadini di Misurina che la forcella ci offre.

Il punto d’ attacco è la Val de le Barache ai piedi del Cristallino, dritta davanti a noi, e per raggiungerla abbiamo due possibilità: la discesa diretta verso il fondo della Val Popena con conseguente risalita, breve ma alquanto faticosa, oppure un lungo circuito a mezza costa per raggiungere la testata della valle e quindi il versante opposto, con dislivelli un po’ più contenuti. Inutile dirlo, scegliamo l’ opzione meno faticosa e più panoramica. Poco prima di arrivare sotto al Campanile di Popena ci lasciamo fuorviare da una traccia secondaria che scende più del dovuto verso il fondovalle; piuttosto che tornare indietro scegliamo di versare agli spiriti dei monti il loro tributo di sudore e risalire a vista il faticoso misto di ghiaie e mughi che ci separa dal sentiero più in alto.

Raggiungiamo la Val de le Barache, e il verde dei prati cede il passo a ghiaioni e pareti di roccia. Davanti a noi, l’ infinito canalone da cui inizia l’ ascesa, ripido e ingombro di massi. Facciamo una pausa per indossare i caschetti e mangiare una barretta e veniamo avvicinati da un gracchio alpino curioso, subito raggiunto da un compare. Tiro fuori dallo zaino una manciata di frutta secca che offro ai due magnifici volatili. Sono inizialmente diffidenti, ma un pasto offerto non si rifiuta: trangugiano avidamente l’ uvetta e le nocciole, beccandone anche un po’ dalla mia mano con fare guardingo.

Il Cristallino dalla Val de le Barache
Il Cristallino dalla Val de le Barache

Ci rimettiamo in marcia e affrontiamo il canalone, in parte seguendo la traccia ghiaiosa e in parte arrampicando direttamente sui facili massi dove è più agevole. Lungo la salita una formazione rocciosa cattura la mia attenzione: un caratteristico gendarme si staglia contro il cielo tra Punta Michele e il Campanile di Popena Alta, come un fiore di croco o una fiamma di roccia. Abbandoniamo il canale per prendere un’ evidente cengia sulla sinistra, alla quale fa da preludio un pericolante ponticello di legno. Il vetusto manufatto non ispira molta fiducia, preferiamo piuttosto raggiungere la cengia passando per un franoso forcellino a monte di un masso appena di fianco, che si rivelerà parecchio infido durante la discesa, ma pur sempre preferibile all’ alternativa.

Terminata la cengia risaliamo un breve canalino di I grado, dopo il quale la traccia si snoda lungamente per ripidi pendii ghiaiosi senza ulteriori difficoltà. Lungo tutto il percorso si trovano frequenti picchetti arrugginiti infissi nelle rocce, testimonianze di una passata attrezzatura della via di salita probabilmente eseguita in tempo di guerra per agevolare i movimenti delle truppe. Inizio a sentirmi stranamente fiacco, forse accusando gli effetti di un’ altitudine a cui sono poco abituato, essendomi dedicato quest’ anno a monti più modesti. Rallentiamo il passo ma continuiamo a salire con costanza, non possiamo perdere tempo: per quanto il meteo non preveda pioggia, un nuvolone scuro indugia sopra il Cristallo, e in montagna non si può mai sapere.

Il Cristallo
Il Cristallo

Lasciamo alla nostra sinistra Forcella Michele e sbuchiamo sotto cresta, in un’ area costellata di grotte, postazioni e resti di baraccamenti. Ogni tanto vertiginosi canalini interrompono la continuità della cresta regalando scorci verso Carbonin e la Valle di Landro, preziosi per noi come per i soldati italiani un tempo qui arroccati a sorvegliare i movimenti austriaci in quelle valli. Finalmente si mostra a noi il Cristallo, con le cenge già imbiancate dalle prime nevi e l’ ampio circo glaciale – ora vuoto – ai suoi piedi, affiancato a nordovest dal Monte del Fumo e dalla Cresta di Costabella. Ci siamo quasi: un ultimo strappo in salita su ghiaie infide e siamo in vista della vetta, che raggiungiamo con un breve traverso esposto ma non difficile su cresta, comunque evitabile seguendo una traccia più bassa e poi risalendo direttamente alla cima.

In cima troviamo una spartana croce di legno e il libro di vetta, su cui annotiamo la nostra salita prima di consumare il meritato pranzo. Troviamo anche i due gracchi, che ci hanno evidentemente seguiti per tutta la salita nella speranza di approfittare dei nostri avanzi. Offro loro un altro po’ della mia frutta secca che accettano prontamente, facendoci compagnia per tutta la nostra permanenza in vetta.

Incontri in vetta
Incontri in vetta

Il panorama da qui è strabiliante; l’ unica cima maggiore nelle vicinanze è il Cristallo, che domina la visuale verso ovest, per il resto lo sguardo è libero di spaziare in tutte le direzioni. A nord l’ attenzione viene calamitata dalla stupenda piramide scarlatta della Croda Rossa d’ Ampezzo, che ruba la scena alle altre più modeste cime sopra la Valle di Landro, mentre guardando indietro verso la via di salita l’ orizzonte è affollato di nomi importanti: le Tre Cime di Lavaredo, i frastagliati Cadini di Misurina, in lontananza le Marmarole e le muraglie piacevolmente regolari del gruppo del Sorapis.

Il nuvolone scuro continua ad essere più vicino di quanto sia preferibile, e non osiamo attardarci troppo sulla vetta. Fatte le foto di rito iniziamo la discesa, che richiede la massima attenzione a causa del fondo ripido e scivoloso e della traccia meno evidente che durante la salita. Mentre scendiamo, tento di conciliare nella mia mente l’ immagine di questo posto come l’ ho visto io e come deve essere stato un secolo fa,  trovando difficile accostare tanta bellezza agli orrori della guerra di trincea. Non posso fare a meno di pensare che ci sia un che di sacrilego nel portare violenza in un luogo così puro e così magico.

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Il gruppo del Sorapis da sotto Forcella Popena

Tornati in Val de le Barache imbocchiamo il sentiero che avremmo dovuto fare all’ andata, passando alti sopra i ghiaioni diretti verso i Campanili di Popena, per poi piegare verso sud assecondando la curvatura della valle e raggiungere Forcella Popena. Qui sorgono ancora i miseri muri mezzi crollati del Rifugio Popena, distrutto da un incendio negli anni ’40 e mai ricostruito. Verso sud la forcella si presenta come un canalone detritico estremamente dirupato, difficilmente praticabile senza l’ ausilio delle provvidenziali scalette di legno poste sul tratto iniziale più ostico. Scendiamo cautamente per il canalone, seguendo la traccia che passa alla base delle pareti meridionali delle Pale di Misurina per poi farsi più incerta quando si infila in un ghiaione subito dopo. Fiutando gli ometti ci riportiamo a un sentiero più marcato, che dopo poco interseca la via fatta in salita riportandoci a valle.

Questa escursione, oltre ad essere stata di per sè un’ esperienza fantastica, mi ha fornito parecchi spunti per esplorazioni future: il Campanile di Popena a un primo sguardo sembra facilmente scalabile per cenge e gradoni, e un libro in mio possesso descrive una cengia che corre tra resti di guerra sul versante del Cristallino opposto a quello da cui siamo saliti; per non parlare della scalata al Cristallo, uno degli obiettivi che mi sono posto per i prossimi anni. È una zona meravigliosa, e ho intenzione di conoscerla più a fondo.

 

 

Monte Piana, Monte Popena e Tre Cime di Lavaredo
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2 commenti su “Gracchi e baracche: Cristallino di Misurina, 2775 m

  1. Complimenti ancora Tommaso,
    ‘sì come per il Viaz del Fonch ho in agenda il Cristallino di Misurina da tempo (assieme a qualche altro migliaio d’escursioni). Report eccellente; bravo e grazie!
    Non so per quale ragione il mio blog non mi dà più la funzione d’inserire i link suggeriti, pertanto non vi compare ancora il tuo contestualmente, ma ce la farò.
    Valerio

  2. Se si desidera un giro più vario, è possibile scendere con relativa facilità in Val delle Bance oppure, percorrendo il cengione alto ben visibile anche guardando il Cristallino da Carbonin, in Val Cristallino. In questo secondo caso, raccomando una deviazione per salire la isolata Punta Ploner, che ha una vista sulla conca di coronamento della Val Fonda ancora migliore di quella che si ha dal Cristallino stesso.

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